guccini_2
Poi dopo, ripensando a quell’ incedere incalzante
dei viaggi persi nella sua memoria,
intuiva con la mente disattenta del gigante
il senso grossolano della storia
e nelle precisioni antiche del progetto umano
o nel mondo suo illusorio e limitato,
sentiva la crudele solitudine del nano,
sentiva la crudele solitudine del nano
nell’ universo quasi esagerato,
due facce di medaglia che gli urlavano in mente:
“da tempo e mare, da tempo e mare,
da tempo e mare, da tempo e mare,
da tempo e mare non s’ impara niente…”
